NICOTINA

Quando. Martedi scorso.
Dove. A casa nostra.
Con chi. Toni Salvatore e Maria.
Come. Con il proiettore di Salvatore.
Perché. Perché è stato il primo che – casualmente – ha ottenuto l’approvazione di tutti.
Aggettivando. Messicano. Strano. Clerks-style. Sanguinoso. Divertente. Ossessivo.
Fumo. Non è eccessivamente basato sul fumo, è solo caratterizzato da protagonisti con una lampante dipendenza da nicotina.
La storia. Un genio dei computer ha due progetti attivi contemporaneamente: spiare la sua vicina di casa (nonchè inquilina) della quale è ossessivamente innamorato e rubare delle informazioni ad una banca per conto di una piccola gang locale che ha avuto una grossa commissione dalla mafia russa. Un incidente relativo al suo primo progetto si ripercuote sul secondo, innescando una serie di delitti goffi, onirici, spietati.
Dopo il film. Un album di Marco Paolini.
THE LORD OF THE WAR

Quando. in due parti, da inizio a fine settembre.
Con chi. Con Toni e Maria.
Perché. Perché hanno fatto scegliere a me il film da guardare.
La storia. Il protagonista nasce in una famiglia di immigrati americani che fa di tutto per integrarsi: il padre era molto più osservante di qualunque altro ebreo, eppure loro non erano ebrei. L’attività con cui si sostiene la famiglia è un ristorante di bassa qualità, ma al nostro protagonista non basta. Si inserisce nel mercato clandestino delle armi ed in breve rimedia amicizie importanti e una quantità di denaro tale, da mettere su una messa inscena permettergli conquistare una modella della quale immagine era ossessionato.
La storia. Una delle ultime compravendite nel cuore dell’Africa nella quale aveva coinvolto anche il fratello: ed è proprio quest’ultimo a immolarsi per una questione morale.
L’insegnamento. Il lupo perde il pelo ma non il vizio. Anche dopo essere stato scoperto e dopo aver promesso alla moglie di uscire dal giro, non riesce a dire no a quella che doveva essere l’ultima missione. La legge lo incastra con la complicità della moglie. E’ in galera. Ma i suoi amici sono così importanti che in poche ore viene rilasciato.
La frase. Il fratello di lui, si presenta alla cena di natale, ubriaco ed in compagnia di una delle donnine con le quali soleva accompagnarsi: “Mettiamola sulla punta dell’albero”.
Dopo il film. I titoli di coda.
La ragazza del lago

Quando. Sabato 29 Settembre
Dove. Al cinema di Belluno
Con chi. Maria, Sara, Donato e due attach.
Perché. Perché lo ha proposto Donato. Perché c’era Toni Servillo. Perché era davvero tanto che non sedevo su una poltrona da cinema.
Cos’è. Un giallo, tipo Derrik, tipo Colombo. Per gli amanti del genere, ma non solo, visto che è piaciuto anche a me.
La storia. Servillo è un commissario di polizia con una vita privata devastata dalla malattia mentale della moglie e dal (conseguente?) difficilissimo rapporto con la figlia adolescente. Per queste ragioni – si suppone – si è fatto trasferire ‘al nord’ in un piccolissimo centro raccolto dalle montagne. Il commissario, ed il suo fido assistente, si trovano ad indagare sull’omicidio di una ragazza trovata in riva al lago. Le indagini mostrano i segreti degli abitanti del piccolo paese, alcuni teneri, altri scabrosi.
La frase. “Papà, ma perché siamo venuti a vivere qui?”
Il personaggio. Mario. Lo scemo del villaggio.
L’attore. Colui il quale impersona Mario, lo scemo del villaggio. O ha davvero dei problemi oppure è bravissimo.
Toni Servillo. Recita sempre lo stesso cinico personaggio criptico. Non si arriva ai livelli di Titta Di Girolamo, ma è di sicuro una delle più alte prestazioni di un artista che sta continuando a crescere.
Dopo il film. Un sonno a ELLE.
Before sunset

Quando. Mercoledi.
Dove. A casa, sul letto di paola.
Con chi. Maria.
Perché. Perché fa caldo.
Dopo di. Dopo “Before sunrise”.
La storia. Nel primo film un americano ed una ragazza francese si incontrano, si piacciono e stanno insieme fino all’alba. In questo secondo film, lui ha scritto un libro sul loro incontro ed è in giro per il mondo a promuovere il suo romanzo. Ovviamente capita anche in Francia ed ovviamente lei partecipa all’incontro. Sebbene siano passati molti anni ed abbiano entrambi una vita di coppia non possono sfuggire all’istinto di stare insieme, di parlarsi, di sfiorarsi. Ritornano gli adolescenti che furono e come nel primo episodio si alternano in lunghissimi monologhi su una vastissima gamma di argomenti.
La frase. “Quando sei giovane pensi che incontrerai tantissime persone che ti vanno a genio.”
La scena. Quella in cui lui le racconta che il giorno del matrimonio, mentre andava verso la chiesa, gli era sembrato di vederla in un certo punto di New York.. e lei gli dice che lei abitava proprio lì.
La particolarità. Tranne la scena iniziale, solo due attori e qualche comparsa.
Dopo il film. Caldo caldo caldo.
Dove. Duel Village – Caserta.
Quando. Martedi forse.
Con chi. Maria.
Di chi. Michael Moore.
Al Botteghino. “E’ un documentario, lo sapete, vero?”.
Cos’è. Un documentario. Sul sistema sanitario nazionale americano e – parzialmente – su quello francese, quello inglese, quello canadese e quello cubano. Gli USA – che nell’immaginario comune sono sinonimo di avanguardia, emancipazione, potenza, felicità – sono al 36° posto per la sanità che è completamente in mano ai privati. Gli ospedali sono di proprietà delle grandi società di assicurazione e quindi il loro obiettivo è il profitto. Le società di assicurazione rifiutano la polizza a qualunque soggetto a rischio e i soggetti a rischio sono le persone troppo magre, troppo grasse o che hanno una patologia che rientra in una lista enorme. Le società di assicurazione tendono a rifiutare le cure ai propri assistiti con le scuse più assurde. Quando proprio non possono rifiutare l’intervento sguinzagliano dei veri e propri detective che scavano nel passato della persona al fine di trovare una condizione che invalidi la polizza e riottenere il proprio denaro. Chi non può pagare un’assicurazione sanitaria o non è stato giudicato idoneo può sempre pagare di tasca propria gli interventi che la sorte gli porrà dinanzi, a costi inaccessibili.
La storia. Una delle storie di cui si racconta è quella di una signora che in seguito al suo intervento volontario sui luoghi dell’undici settembre ha riportato un problema alle vie respiratorie ed è stata lasciata sola dalla sua compagnia di assicurazione. Il regista porta questa signora – insieme ad altri sfortunati cittadini americani – a Cuba dove viene ricoverata e curata gratuitamente e paga 50 centesimi per un farmaco che in patria le costava 120 dollari.
L’insegnamento. Il nostro sistema sanitario farà pure acqua da tutte le parti ma se siamo al secondo posto vuol dire che quest’acqua perlomeno è acqua pura mentre altrove è acqua putrida.
Dopo il film. Cornetto casertano.
Morte di un presidente

Quando. Stamattina.
Perchè. Per passare il tempo.
Prima di vederlo. Sarà un bel film, ma è di pessimo gusto.
Cos'è. Un documentario basato su documenti inesistenti.Com'è. Un po' noioso. Buona la parte che precede l'attentato ma poi ci si dilunga sulla ricerca di un assassino inutile e lentissima.
Cosa vuole. Vuole denunciare - per l'ennesima volta - l'arroganza degli Stati Uniti nei confronti dell'IRAQ, l'assenza di democrazia che c'è nel sistema USA, la discriminazione costante nei confronti dei cittadini non-bianchi americani.
Dopo il film. Vado a comprare le scarpe.
Angela

Quando. Stasera + oggi pomeriggio.
Perchè ne ero in possesso. Perchè ho scaricato per una cliente i film di Luc Besson.
Perchè l'ho visto. Perchè era il primo in ordine alfabetico.
Cos'è. Una bellissima favola.
La storia. E' la storia di André: un arabo con la faccia di Gattuso. Andrè è un povero di spirito, un buono, ha una mano offesa e non crede in se stesso. Si mischia alla malavita parigina all'interno della quale recita l'unica parte che può: quella dello sfigato pieno di debiti. Il cielo manda un angelo sulla terra con lo scopo di insegnargli ad amarsi. La missione riesce, ma quando l'angelo sta per rientrare alla base André le dice che l'ama e che sa di essere contraccambiato e per questo non la lascierà andare via.
La scena. Il busto della statua di un angelo impalla lo splendido corpo di Angelà in un videomontaggio ad effetto.
La frase. "Sono fatta per gli incontri e non per gli addii".
Rie Rasmussen. Una donna bellissima ed un'attrice incredibilmente convincente.
Dopo il film. Ritorno a scrivere sul blog, sperando di coltivare a lungo questa buona abitudine.
Hijos.

Quando. Negli ultimi trenta giorni.
Perchè. Perchè quest'inverno avevo letto che l'autore di "Garage Olimpo" aveva prodotto un'altra opera sullo stesso tema.
Ricordo. Un film lento nei tempi e brusco nei sentimenti. Ricordi di un'Italia per ricchi contaminata dalle verità dei poveri. Ricordi di una Spagna europea, dapprima sorella e poi confratella.
Considerazioni. Un film forse migliore di Garage Olimpo. Meno crudo e più spietato. Immagini che tranquillizzano e parole che destabilizzano.
Cristo si è fermato ad Eboli.

Quando. Negli ultimi trenta giorni.
Perchè. Perchè è grave non aver visto un film il cui titolo è diventato un tormentone della nostra società.
Ricordo. Piacevole. Un pomeriggio in compagnia di un Gian Maria Volontè pacatamente rivoluzionario e osservatore antropologico di una società da cambiare.
Considerazioni. Moltissime. Tutte politiche. Sull'assurdità della nostra storia più recente.
Codice da Vinci.

Quando. Negli ultimi trenta giorni.
Perchè. Perchè ne parlano tutti troppo e non mi piace non poter partecipare ai commenti sui film.
Ricordo. Un prodotto commerciale. Regia da telefilm trasmesso nel pomeriggio di raidue.
Considerazioni. Uno. E' assurdo che un film che è tutt'altro che in prima visione venga fatto pagare sette euro e cinquanta. E' assurdo che ci siano più di 30 persone che siano disposte a pagare più di sette euro e cinquanta per vedere un film tutt'altro che in prima visione. Due. Se Gesù Cristo avesse una progene sarebbe una gran bella storia. Ma a me non mi cambierebbe granchè.